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Il territorio

Le città murate

Le città murate di Padova sono piccoli borghi che celano grandi misteri a due passi dalla città di Abano e facilmente raggiungibili..in alcuni casi addirittura in bici!

Tra i vicoli e le piazze cinte da possenti mura antiche è possibile riscoprire un magico passato Medievale che rivive ancora oggi. A Cittadella, Monselice, Este e Montagnana le lancette del tempo si sono fermate all’epoca del Duecento e dei Carraesi.

Cittadella, costituisce l’unico esempio di borgo in Europa a pianta ellittica, si trova a circa 30 km a nord di Padova. Qui è possibile percorrere l’antico camminamento di ronda e passare da un punto panoramico situato a diversi metri d’altezza.

La cerchia murata che circonda Cittadella risale circa al 1200 d.C ha forma di ellisse irregolare. Nel cuore della cinta i quartieri sono divisi a scacchiera, perpendicolarmente con le quattro porte rivolte verso le vicine città di Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Treviso(di qui la denominazione Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese, Porta Trevisana).
Incorrispondenza delle porte ci sono quattro ponti levatoi, mantenuti in servizio fino al secolo XVI, gradualmente vennero sostituiti con altri in muratura. Gli attuali risalgono alla prima metà del secolo scorso.

Il teatro socialesorge verso Porta Vicenza. Progettato nel 1817, l’elegante facciata neoclassica è attribuita a Giuseppe Japelli, autore del famoso caffè Pedrocchi a Padova. Il teatro è strutturato con un atrio, una sala semicircolare con palcoscenico e tre ordini di palchetti.. Gli splendidi affreschi della sala sono attribuiti allo stesso autore delle decorazioni del teatro “La Fenice” di Venezia.

Il palazzo della Loggiaprende il nome dall’incredibile porticato che si apre al pianterreno, l’edificio ospita oggi la sede della Polizia Municipale e della Pro Cittadella. Nel 1816 è stato ristrutturato secondo i canoni neoclassici. Fra gli elementi conservati dell’edificio precedente è interessante il fregio che corre lungo i muri del porticato al piano terra, con gli stemmi dei podestà veneti, e il bassorilievo quattrocentesco del Leone di S. Marco.

La Porta Padovanarappresentavala porta d’ingresso principale della città: sulle pareti sono presenti gli affreschi con il carro dei Carraresi e lo stemma di Padova, la croce rossa in campo bianco. Il complesso presenta tre ordini di porte e uno spazioso cortile con scala a chiocciola, ma ciò che lo caratterizza maggiormente è l’imponente torre.

 

Monselice fin dai tempi antichi viene battezzata “porta degli Euganei”, a rappresentare un territorio ponte tra i colli e la pianura. Splendida città murata circondata dall’abbraccio dei Colli Euganei. Conquistato nel 1338 dai signori di Padova, al termine di un estenuante assedio durato un intero anno, nel 1405 è annesso ai territorio della Serenissima

L'estrazione di pietra dal colle della Rocca e dal Montericco è stata un importanta fonte di guadagno per la città, e le conseguenze sono ben visibili anche al giorno d’oggi. Un grosso carico di trachite partito da Monselice nel 1722 sarà impiegato per pavimentare piazza San Marco a Venezia.

Il Castello risale all’epoca dell' Alto Medioevo. Fu successivamente ristrutturato da Ezzelino da Romano e ampliato dai Carraresi, di cui rimane a testimonianza il celebre camino. Oggi è stato arricchito con preziose collezioni di mobili, armi e suppellettili antiche.
Recentemente è stato allestito l' Antiquarium Longobardo che raccoglie le numerose testimonianze rinvenute sul colle della Rocca, tra cui una preziosa crocetta d'oro.

Antica Pieve di Santa Giustina E' il monumento religioso più rappresentativo della città, costruito nel 1256 in stile tardo romanico, con elementi decorativi gotici. All’interno si possono trovare testimonianze artistiche quattrocentesche.

Cammino delle sette Chiesette E’ il simbolo di Monselice.. Si tratta di un percorso voluto da alcuni nobili dell’epoca che fecero costruire sei cappelle, lungo il pendio del colle, ottenendo da papa Paolo V la concessione delle stesse indulgenze accordate ai pellegrini che si recavano in pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori in Roma.

L’ingresso avviene varcando la Porta Romana. Il percorso ha fine nella cappella dei Santi Pietro e Paolo nella quale è conservata una pala dell’artista Giovanni Carlo Loth. Il Santuario delle Sette Chiese è chiamato anche Santuario domestico visto che preservano le spoglie della famiglia Duodo, molto conosciuta perché formata da capi militari.

 

EsteAbitata fin dall’età del ferro, era uno dei principali villaggi dell’antica popolazione Veneta. Grazie alla sua cinta muraria, al Parco, al Castello e al famoso Museo offre tantissime opportunità a chi volesse passare da queste parti...
Castello L'attuale edificio fu edificato sulle rovine della precedente fortificazione, distrutta nel 1238 dalle truppe di Ezzelino da Romano. 
Il nucleo più antico, è rappresentato da una cerchia di mura con una chiesetta e un grande edificio centrale.
La costruzione attuale invece, è a pianta quadrata circondata da una possente muraglia intervallata da dodici torri. Il mastio si trova sul colle, in posizione di controllo sull'intero abitato. Lo spazio compreso all'interno della cinta muraria è oggi adibito a giardino pubblico molto grande e molto bello.

 

Montagnana, una delle poche città murate dove è ancora possibile ammirare praticamente intatta, la cinta muraria medievale che si snoda per quasi due chilometri, e racchiude l’elegante centro cittadino. Nel mese di settembre Montagnana, Monselice e Cittadella propongono rivisitazioni del Medioevo con cortei in costume d’epoca, sbandieratori, giullari e menestrelli. L'irregolare spessore della cinta è di 1 metro circa, ma rafforzato internamente per tutto il cammino di ronda. E’formata da blocchi di calcare e trachite alla base, intervallati da mattoni e la parte superiore con le merlature in mattoni. Tutto l'esterno doveva essere intonacato, infatti rimangono ampie tracce d'intonaco bianco. Per tutto i lpercorso svettano numerose torri di controllo.

 

Arquà Petrarca: uno dei Borghi antichi d’Italia

Borgo che mantiene ancora intatto il suo aspetto trecentesco, e che fu abitato dal celeberrimo poeta Francesco Petrarca durate gli ultimi anni della sua vita… Si stabilì proprio qui per potersi curare dalla scabbia nelle acque termali di Abano..

La casa fu forse donata da Francesco I da Carrara, signore di Padova e amico sincero del poeta. Petrarca decise successivamente di restaurarla adeguandola alle sue esigenze e seguendo personalmente i lavori.

Le origini di Arquà sono chiaramente medievali e tuttora visibili nelle case e nei monumenti in pietra che si affacciano sulle strette viuzze circondate dalla tipica natura dei paesaggi collinari..

E’ d’obbligo concedersi una rilassante passeggiata per i vicoli di questo magico borgo, respirando l’atmosfera passata attraverso i piccoli mercatini e i negozietti di souvenir che vi affiancheranno per buona parte del percorso.